
PRIMULA di PALINURO.
Un fiore che ama il mare.
La Primula di Palinuro nome scientifico Primula Palinuri
Petagna è stata scoperta verso il 1787 dal professore
liceale appassionato di botanica, Vincenzo Petagna visitando
per una vacanza il porto e la costa di Palinuro. Però
già nel millecinquecento Fabio Colonna descrisse
brevemente questa pianta senza darle alcun nome. Oggi il
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano l'ha adottata
come simbolo sia perché l'intero territorio è
ricco di tale pianta e sia perchè è la più
a rischio di estinzione. Cresce rigogliosa (nelle crepe
della roccia dove scorre l'acqua piovana, perchè
ha bisogno di affondare le radici nel terriccio umido) tra
Capo Palinuro e Scario, mentre altrove è molto sporadica,
nell'isola di Dino ci sono esemplari che raggiungono una
dimensione in altezza e diametro fino a cinquanta centimetri.
Fiorisce a febbraio e muore all'inizio della primavera sempre
esposta solamente verso nord, nord-ovest e nord-est su roccia
calcarea o sabbiosa, e mai ad un' altitudine superiore ai
300 metri dal mare.
La sua esclusiva dimora ha attirato l'attenzione dei botanici
di tutta Europa, perché ritenuta la forma ancestrale
di tutte le primule spontanee italiane, e perché
è l'unica ad aver scelto un ambiente così
prossimo al mare.
Prende il nome dal timoniere di Enea che secondo
una vecchia leggenda fu distratto e attirato dalla bellezza
di una dea al bagno, ed urtò naufragando uno scoglio
dell'omonimo promontorio di Capo Palinuro.
Foto presa in prestito in attesa
del periodo della fioritura.