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    Il Cilento Costiero 1°

    Da Paestum a Palinuro

    Elenco aree Itinerari
    Caratteristiche
    Lunghezza Percorso interno
    km.
    65
    Tempo di percorrenza
    ore
    24.00
    Quota s/lm.
    m.
    000
    Difficoltà incontrate
    F
    Facile
    Periodo consigliato
    M.
    Primavera - Autunno



    Descrizioni


    - I Cilento e la terra più amara e più serena della provincia di Salerno:
    -amara per l'alternanza di dossi collinari e rilievi montuosi che si susseguono, separati tra loro da valloni;
    -serena per la tranquillità che regna nelle campagne e nei paesi, quasi tutti arroccati sulle cime dei rilievi assomiglianti a piccoli presepi.
    - La bellezza della costiera cilentana e generata dalla folta e profumata macchia mediterranea, che ne ammanta le pareti più scoscese, e dalle distese di ulivi, che ne costituiscono il simbolo del Cilento. La loro folta chioma conferisce un senso di frescura al visitatore anche quando imperversano le calure estive, ma quello che invece l'occhio cerca di scorgere dopo ogni curva o monte sono i ruderi dei molti centri della Magna Grecia, ricordandoci uomini, culture e città ormai scomparse da millenni.
    - II viaggio inizia con una visita a Paestum, uno dei centri più famosi della Magna Grecia, porta d'ingresso del Cilento. Fondata dagli Achei coloni greci provenienti da Sibari nel VII secolo a.c., la città fu al centro di molti avvenimenti storici ed ebbe grande prosperità economica, basata sul commercio di cereali e olio. Le mura risalgono, in parte, al IV secolo a.c. con tratti lucani e romani, si estendono su un perimetro pentagonale di circa 5.000 metri, rinforzate da enormi torri. Ai limiti del cardine e del decumano, si aprono le quattro porte, tutt'intorno gira il fossato difensivo. II tempio di Nettuno, magnificamente conservato, e uno dei più insigni dell'antichità. Costruito in pietra locale nel 450 a.c., ha preso nei secoli un colore fulvo che ne accentua la maestosità. Tra gli altri monumenti all'interno delle mura, meritano di essere visitati il sacello ipogeo, tempietto del tardo IV secolo a.c., il tempio di Cerere, edificato intorno al 500 a.c., mentre alla foce del fiume Sele, a 11 km di distanza, si ammirano i resti del tempio di Hera, del 650 a.c.. II Museo espone moltissimi reperti e materiali provenienti dai santuari e dalle necropoli dell'antica Poseidonia con esemplari pittorici pregevoli e rarissimi ( Tomba del Tuffatore ).
    - A sud per Agropoli, fondata dai Bizantini sulla cima di un promontorio che consente una larga veduta sul golfo di Salerno, e dominata da un castello e nel nucleo antico conserva intatto il suo impianto medievale. Le vecchie case sembrano mimetizzarsi nella collina, aprendosi solo in parte verso l'esterno, data l'esigenza in passato di sottrarsi all'attenzione e alle scorrerie dei pirati saraceni. Gioiello saraceno e Agropoli Vecchio, sperone che si protende sul mare.
    - Da Agropoli piegare verso l'interno per aggirare l'impervio promontorio formato dal monte Tresino e ritornare poi verso la costa in prossimità di Castellabate, elegante centro che presenta una singolare struttura architettonica: arrambicato su una collina attorno a un massiccio castello dell'XI secolo, e caratterizzato da un intreccio di piccole vie sormontate da archi.
    - Oltre Castellabate, sul litorale, si stendono le marine di Santa Maria e di San Marco, dotate di discrete attrezzature per ricevere il turismo balneare. Queste due ultime frazioni conservano ancora l'antica struttura tipica dei borghi dei pescatori.
    - Dopo Castellabate la strada prosegue di nuovo verso l'interno, per evitare il promontorio di monte Licosa, e quindi, superato il rio dell'Arena, si riavvicina al mare correndo a mezza costa tra pini, carrubi, ginestre e olivi. Ogliastro Marina e raggiungibile con una piccola deviazione. E' un piccolo centro costiero e turistico, con un porticciolo di pescatori, come i successivi paesi che si incontrano: Agnone, Acciaroli, Pioppi, Marina di Casalvelino. In particolare Acciaroli e una localita balneare di una certa fama.
    - Oltrepassata Marina di Casalvelino, ci troviamo nella piccola pianura alluvionale formata dal torrente Alento, dove ci attendono le splendide rovine di Velia. La città corrisponde all'antica colonia fondata dai Focesi nel VI secolo a.C. e fu uno tra i più fulgidi centri di civiltà della Magna Grecia per l'elevatezza del pensiero filosofico. In questa cittadina, infatti, nell'incantevole serenità del paesaggio costiero alcuni grandi pensatori metafisici come Senone, Parmenide e Zenone diedero vita alla scuola eleatica. Molto bella la strada in salita che collega il quartiere settentrionale della città a quello meridionale, attraverso porta Rosa. Nel quartiere meridionale sono stati ritrovati ritratti di Augusto e della sua famiglia, da cui si deduce l'esistenza di un legame particolare con l'imperatore e con Roma.
    - L'itinerario sa conclude, con una puntata a Palinuro, piccolo paese presso il capo omonimo. Nell'Eneide Virgilio racconta che in questi luoghi morì e fu sepolto il valoroso Palinuro, pilota della nave di Enea. La costa del promontorio, molto alta, si apre in varie grotte, che un tempo servirono anche come abitazioni, prima che il bradisismo abbassasse il livello del suolo. Oggi occupate dalle acque, si possono raggiungere solo con le barche che conducono i turisti ad ammirare la scogliera, partendo dal piccolo porto situato nell'insenatura settentrionale del capo.



    Testi da depliant illustrativo.

     


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