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    Le Grotte dell'Angelo - PERTOSA.

    Elenco aree Itinerari
    Caratteristiche
    Lunghezza Percorso interno
    km.
    2,5
    Tempo di percorrenza
    ore
    2.00
    Quota s/lm.
    m.
    263
    Difficoltà incontrate
    -
    Facile
    Periodo consigliato
    M.
    Sempre



    Descrizioni


    Le Grotte dell'Angelo si aprono a 263 metri di altitudine sulla sinistra idrografica del Fiume Tanagro: ci troviamo alle falde orientali dei Monti Alburni che, con la catena dei Monti della Maddalena più ad Est, vanno a delimitare l'estremita settentrionale del cosiddetto Vallo di Diano. Individuarne la posizione non e difficile poichè un maestoso ingresso tra la rigogliosa vegetazione indica l'accesso al complesso sotterraneo.
    Le copiose acque che vi fuoriescono hanno da sempre attratto l'attenzione di scrittori e viaggiatori, cosicchè più volte la cavità è stata citata in opere di carattere storico e geografico.
    Gia Plinio il Vecchio sembrerebbe accennarvi allorchè, descrivendo il corso del Tanagro, asserisce un suo percorso sotterraneo, ma e sicuramente con Leandro Alberti, un frate domenicano vissuto nel XVI secolo, che si ha la prima menzione certa della cavità. La prima esplorazione integrale delle Grotte dell'Angelo avvenne alla meta degli anni Venti per volontà della Società Meridionale Elettrica, interessata allo sfruttamento delle sue risorse idriche. Gia nel 1932, considerati il pregevole aspetto estetico della cavità e le sue imponenti dimensioni, venne aperto al pubblico un breve settore ipogeo.

    La parentesi bellica costituita dalla II Guerra Mondiale fece si che la grotta venisse spesso utilizzata come rifugio antiaereo: a ciò rimandano alcune firme e scritte presenti lungo le pareti di diverse gallerie. Dopo la guerra, anche per un notevole ampliamento del percorso visitabile, si registrò un afflusso turistico sempre maggiore, tanto da far diventare la Grotta di Pertosa una delle cavità turistiche più importanti dell'Italia meridionale. La grotta si presenta fondamentalmente costituita da tre rami paralleli, di cui quello più settentrionale, per l'eccezionale concrezionamento e per la vastità degli ambienti, ospita un percorso turistico di circa 800 metri. Gli altri due rami, il mediano e quello più meridionale, rappresentano invece i settori ipogei più marcatamente speleologici sebbene anche nel ramo meridionale vi sia un breve tratto aperto al pubblico (lungo poco più di 100 metri). Quest'ultimo ramo, detto anche Ramo della Sorgente, è completamente attraversato da un corso d'acqua perenne che, dopo un percorso di oltre 700 metri, fuoriesce dall'ingresso della grotta. Qui una diga di sbarramento delle acque ha innalzato il livello idrico a tal punto da richiedere l'utilizzo di apposite imbarcazioni per accedere alla cavità più interna. Tali imbarcazioni sono attraccate ad una lunga piattaforma artificiale su cui si erige una piccola edicola sacra dedicata a San Michele Arcangelo. Pertanto i primi
    200 metri di grotta, completamente allagati, devono essere necessariamente percorsi in barca fino a raggiungere una sorta di snodo da cui imboccare differenti vie sotterranee.




    Tale snodo permette infatti di accedere sia al ramo settentrionale turistico che a quello mediano, ma anche, al di là di una rumorosa cascata, al già citato Ramo della Sorgente. II ramo turistico rappresenta il settore di cavità di più pregevole aspetto estetico: maestosi gruppi stalatto - stalagmitici adornano le pareti di grandi condotte e, a tratti, il suolo è quasi completamente invaso da splendide vaschette concrezionate colme d'acqua.
    La Grande Sala, maestoso ambiente sotterraneo alto fino a 24 metri, introduce nell'ultimo settore di grotta aperto al pubblico, che conduce infine alla cosiddetta Sala delle Spugne, capolinea del percorso turistico.

     

     

    Da circa un ventennio la cavità, in considerazione del sempre crescente afflusso turistico, è stata dotata di un secondo ingresso che permette ai visitatori di ritornare in superficie senza far nuovamente ricorso alle barche con le quali si entra. II nuovo percorso, ricco di contorte e tozze stalattiti, conclude la visita al sistema sotterraneo che, con il suo sviluppo complessivo di circa 3.000 metri, si pone in un posto di tutto riguardo fra le più estese cavità attualmente note in Campania. Le Grotte dell'Angelo rivestono notevole interesse, oltre che dal punto di vista strettamente naturalistico e speleologico, anche sotto il profilo storico archeologico.

    Le prime ricerche archeologiche condotte nella cavità, effettuate da P. Carucci e G. Patroni a cavallo fra Ottocento e Novecento, permisero di riconoscere una frequentazione umana molto antica degli ambienti sotterranei, riferibile soprattutto alla media età del Bronzo, ma proseguita poi sino in epoca ellenistico - romana. Gli scavi nella grotta consentirono di recuperare una notevole quantità di reperti, soprattutto vasi in ceramica, ma anche manufatti in pietra, osso e metallo. Grazie a particolarissime condizioni di conservazione in ambiente umido, inoltre, i primi scavatori individuarono a differenti profondità alcune strutture lignee interpretate come resti di passerelle e palafitte, una peculiarità, quest'ultima, che distingue le Grotte dell'Angelo come uno fra i più importanti siti dell'intera penisola per la conoscenza della più recente preistoria italiana.


    ORARIO VISITE
    Estivo 09.00 - 19.00
    Invernale 09.00 - 16.00
    Prenotazioni e prezzi al numero tel. 0975397037
    Lo scritto e le foto sono state estratte da un depliant illustrativo.


     

     


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