Descrizioni
La Certosa di San Lorenzo fu fondata
nel 1306 per volere di Tommaso Sanseverino, conte
di Marsico e Signore del Vallo di Diano.
Per costruire la casa Certosina ci vollero moltissime
donazioni: infatti il Monastero Benedettino dovette
subire immense modifiche.
Entrando in Certosa colpisce subito
il maestoso Portale che di sera era chiuso, attraversato
il portale ci troveremo nella Corte Esterna dove si
svolgeva la vita quotidiana: infatti c'erano le stalle,
la spezieria e locali vari. Tutto questo sulla sinistra
di chi entra, perché sulla parte destra, dove
ci sono i comignoli, prima abitavano i monaci conversi.
Salendo una scala ci troviamo di fronte ad una porta
che è definita "la prima del cielo"
perché e la prima porta che si deve attraversare
per arrivare nel Chiostro Grande (il cielo).
La Facciata ospita quattro nicchie che sono occupate
da altrettante statue rappresentanti, da destra: San
Brunone, San Paolo, San Lorenzo e San Pietro.
Sulle finestre sono scolpiti i mezzi busti di: Sant'
Anna, la Madonna e i quattro Evangelisti.
Attraversata questa porta, percorrendo un piccolo
corridoio, accediamo alla Foresteria Nobile affrescata
con i miracoli di Cristo.0
Da qui, attraverso una porta, ci troviamo nel Chiostro
della Foresteria. Affrescato, il loggiato, sovrasta
il Chiostro. Al piano superiore erano ospitate le
persone illustri.
Al loro centro si trova una Fontana seicentesca. La
Torre dell'Orologio è visibile dal Chiostro
che è l'unica via d'accesso alla Chiesa per
monaci conversi.
Infatti attraversando il Chiostro ci troviamo di fronte
ad una splendida Porta in Cedro del Libano racchiusa
in un portale in pietra di Padula su cui c'è
incisa la frase: <<GLORIA IN EXCELSIS DEO ET
IN TERRA PAX HOMINIBUS>> che tradotta è
<<GLORIA A DIO IN CIELO ED IN TERRA PACE AGLI
UOMINI>>.
Sulla porta vediamo scritto in carattere gotico le
frasi << AVE MARIA GRATIA PLENA >> e <<CARTUSIENSIS
ORDINIS>> cioè <<AVE MARIA PIENA
DI GRAZIA>> le prima parole dell'AVE MARIA e
<<ORDINE CERTOSINO>> questa scritta la
troviamo in altri posti della Certosa con il monogramma
CART, e ci sono scene dell'Annunciazione e del Martirio
di San Lorenzo. Questa pregevole opera è datata
Anno Domini 1374 cioè Anno del Signore 1374.
Forse proprio per questo è l'unico elemento
originario della Certosa. Non si sa chi sia l'autore
di questa pregevole ,stupenda, superlativa Porta che
c'immette nella Chiesa.
I Certosini rendevano la chiesa un luogo comunitario
e d'incontro.
Infatti loro andavano in Chiesa una volta di notte
e due di giorno.
La Chiesa della Certosa di San Lorenzo
è ad una sola navata con volta a crociera e
archi ogivali (appuntiti) ed è divisa in due
parti: nella prima, più vicina all'ingresso
c'è il Coro dei Conversi mentre più
vicino al presbiterio il Coro dei Padri collegate
fra loro con cinque cappelle dette laterali.
Il Coro dei Conversi è composto di 24 stalli,
12 a destra e 12 a sinistra. Sui dorsali sono raffigurate
immagini di Santi, Vescovi, Fondatori d'Ordini Religiosi
e i Quattro Evangelisti.
Sotto e sugli inginocchiatoi ci sono paesaggi caratteristici
dell'epoca.
Sui primi tre stalli, a sinistra di chi entra, la
data 1503 e la firma Giovanni Gallo.
Attraversando il Capitolo dei Conversi, la sala riunioni
dei conversi, la Cappella dedicata a San Giovanni
Battista e all'Ecce Homo, di cui non abbiamo simboli
particolari, la Cappella della Crocifissione, con
il crocifisso di legno, e la Cappella Delle Santissime
Reliquie, con Giovanni Battista decapitato, capitato
così per caso, si arriva a Coro dei Padri.
Composta di 36 stalli sui dossali sono raffigurate
scene di Cristo Salvatore e del Nuovo Testamento mentre
sugli inginocchiatoi 27 scene di Martirii di Santi.
L'altare Maggiore è in scagliola e madreperla,
la scagliola è un composto di polveri di marmo
legate fra loro con sostanze collose. La scagliola
all'epoca era molto usata consigliata da molti architetti
per orientamenti culturali. Gli intarsi in madreperla
sono decorazioni floreali , notiamo al centro il monogramma
CART, che è l'abbreviazione francese di certosa,
infatti la prima Certosa sorse in Francia, a Grenoble,
fondata da S. Brunone . Le pareti che circondano l'altare
sono abbelliti da tre oli su tele di Salvatore Brancaccio
e datate 1680. Il dipinto di destra raffigura la morte
di S. Brunone, quello di sinistra il martirio di S.
Lorenzo e quello centrale l'apoteosi di due Santi
con la Madonna e il bambino Gesù in braccio
che porge il libro, cioè la regola dell'ordine
Certosino, a S. Brunone, il Santo fondatore dell'ordine
Certosino.
La chiesa è ricca di stucchi dorati, ma i più
particolari sono le cornici del "Martirio di
S. Lorenzo" e "La morte di S. Brunone".
Infatti ci sono due Angeli con un Pellicano che si
fa mangiare dai suoi figli per non farli morire come
Dio ha fatto con noi. Alle spalle dell'altare c'è
una porta che c'immette nella Sacrestia. Coperta da
armadi per tre lati sulla volta a botte ribassata
c'è un affresco raffigurante la Gloria di Maria.
L'elemento che merita maggiore attenzione è
il Ciborio, o Tabernacolo di bronzo che conteneva
l'ostia e il vino consacrato. E' attribuito a Jacopo
del duca allievo di Michelangelo.
Dopo la Sacrestia, meritano importanza il capitolo
dei padri, la sala riunioni di questi, la sala del
tesoro, dove custodivano le cose preziose e il cimitero
antico, situato nel cuore della Certosa e dove i morti
erano seppelliti senza bara, così si distinguevano
più velocemente. Dal cimitero antico si accede
al refettorio e alla cucina. Nel refettorio erano
consumati molto silenziosamente i pasti dei giorni
festivi. Dal refettorio si accede alla cucina con
l'enorme camino che fa anche da cappa, legata alla
cucina c'è la leggenda della frittata dalle
1000 uova fatta in onore di Carlo V. Si pensa che
questa anticamente sia stata refettorio. Queste idee
sono sorte pochi anni fa perché nel restaurare
la Certosa si è scoperto un affresco rimasto
ignoto prima del restauro (iniziato circa 30 anni
fa e ancora non terminato) Dalla cucina attraversando
le Cantine usciamo in un corridoio diviso con un portone
dal chiostro della foresteria e da un altro dal chiostro
Grande e, proprio qui c'era l'appartamento del priore.
La cappella del priore era composta di 10 vani più
la cappella privata, la biblioteca e l'archivio.
La cappella è dedicata a S. Michele Arcangelo
(patrono di Padula). Sulle pareti sono raffigurate
con quattro Dei su muro apparizioni dell'Arcangelo.
L'altare, in pietra colorata, ospita una statua di
legno di S. Michele. Sulla volta è raffigurata
la Gloria dell'Assunta. Il giardino ha le mattonelle
montate a spina di pesce. Il giardino ha due fontane
e una cancellata che immette nel Desertum (deserto,
cioè il parco). La biblioteca, al piano superiore
è collegata al piano terreno con una scala
elicoidale (a chiocciola) di 38 scalini che si distinguono
da tutte le altre perché al centro non ha sostegno
infatti non c'è nessun pilastro, si mantiene
da sola su se stessa. Sulla porta della biblioteca
c'è scritto in latino la frase <<DA SAPIENTI
OCCASIONEM E ADDETUR EI SAPIENTIA>> che tradotto
in italiano è << DA AL SAPIENTE L'OCCASIONE
E LA SAPIENZA SARA' DATA LUI>> La biblioteca
era stata usata come armeria dai soldati
I 26 armadi, divisi in sezioni: matematica, manoscritti,
enciclopedie e altri ospitavano migliaia e migliaia
di libri di cui solo 2000 sono stati ritrovati. La
porta di clausura è sormontata da una scritta
che tradotta in italiano è <<QUI C'E'
SICURA QUIETE DA QUA SI PASSA PER ANDARE AL CIELO
RESTA QUI PER SEMPRE O PELLEGRINO LA QUIETE STESSA
TI FARA' PERSEVERARE>> infatti chi varcava quella
soglia era automaticamente un padre e da lì
non poteva più uscire, attraversando quel portone
un uomo aveva dedicato la sua vita a Dio. Il chiostro
grande sorge su 84 colonne e altrettante arcate. Tra
le arcate e le finestre c'è una fascia di 672
metope (figure scolpite) a cicli di sette, quindi
96 cicli, che terminano e iniziano con un putto. Il
chiostro è il più grande in Europa,
infatti si estende per 12270 mq ed è capace
di contenere 60000 persone. Il cimitero nuovo è
posto nel Chiostro Grande proprio dove i monaci passavano
per andare in chiesa.
Lo scalone ellittico a due rampe è
stato progettato da Gaetano Barba allievo del Vanvitelli.
Nel punto in cui s'incrociano le due rampe ci sono
dei simboli Feudali e dei simboli Vescovili.
Lo scalone conduce alla passeggiata coperta, il cancello
dei sospiri è detto così perché
quando la Certosa era campo di concentramento i prigionieri
sospiravano la libertà.
Per costruire la Certosa di S. Lorenzo molti architetti
e moltissimi uomini hanno dedicato gran parte della
loro vita lavorando a Padula.
Il loro lavoro però è stato bellissimo,
tanto che senza di loro non si sarebbe potuto avere
questo monumento, che si può considerare: il
più ricco e il più spettacolare fra
il patrimonio Italiano ed Europeo.