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    La Certosa di San Lorenzo

    Gli itinerari varieggiati di PADULA, elencati in queste pagine, sono tutti di facile esecuzione, raggiungibili in treno, con l'autobus o in auto, alcuni si eseguono in pochi minuti quindi programmare il tempo che si ha, cosa si vuole visitare e ed i luoghi dove riposare, mangiare, dormire o fare shopping.

    Elenco aree Itinerari
    Caratteristiche
    Lunghezza Percorso interno
    km.
    0
    Tempo di percorrenza
    ore
    4.00
    Quota s/lm.
    m.
    650
    Difficoltà incontrate
    -
    Facile
    Periodo consigliato
    -
    Sempre anche in inverno quando le codizioni atmosferiche sono avverse.



    Descrizioni

    La Certosa di San Lorenzo fu fondata nel 1306 per volere di Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e Signore del Vallo di Diano.
    Per costruire la casa Certosina ci vollero moltissime donazioni: infatti il Monastero Benedettino dovette subire immense modifiche.

    Entrando in Certosa colpisce subito il maestoso Portale che di sera era chiuso, attraversato il portale ci troveremo nella Corte Esterna dove si svolgeva la vita quotidiana: infatti c'erano le stalle, la spezieria e locali vari. Tutto questo sulla sinistra di chi entra, perché sulla parte destra, dove ci sono i comignoli, prima abitavano i monaci conversi.
    Salendo una scala ci troviamo di fronte ad una porta che è definita "la prima del cielo" perché e la prima porta che si deve attraversare per arrivare nel Chiostro Grande (il cielo).

    La Facciata ospita quattro nicchie che sono occupate da altrettante statue rappresentanti, da destra: San Brunone, San Paolo, San Lorenzo e San Pietro.
    Sulle finestre sono scolpiti i mezzi busti di: Sant' Anna, la Madonna e i quattro Evangelisti.
    Attraversata questa porta, percorrendo un piccolo corridoio, accediamo alla Foresteria Nobile affrescata con i miracoli di Cristo.0
    Da qui, attraverso una porta, ci troviamo nel Chiostro della Foresteria. Affrescato, il loggiato, sovrasta il Chiostro. Al piano superiore erano ospitate le persone illustri.
    Al loro centro si trova una Fontana seicentesca. La Torre dell'Orologio è visibile dal Chiostro che è l'unica via d'accesso alla Chiesa per monaci conversi.
    Infatti attraversando il Chiostro ci troviamo di fronte ad una splendida Porta in Cedro del Libano racchiusa in un portale in pietra di Padula su cui c'è incisa la frase: <<GLORIA IN EXCELSIS DEO ET IN TERRA PAX HOMINIBUS>> che tradotta è <<GLORIA A DIO IN CIELO ED IN TERRA PACE AGLI UOMINI>>.
    Sulla porta vediamo scritto in carattere gotico le frasi << AVE MARIA GRATIA PLENA >> e <<CARTUSIENSIS ORDINIS>> cioè <<AVE MARIA PIENA DI GRAZIA>> le prima parole dell'AVE MARIA e <<ORDINE CERTOSINO>> questa scritta la troviamo in altri posti della Certosa con il monogramma CART, e ci sono scene dell'Annunciazione e del Martirio di San Lorenzo. Questa pregevole opera è datata Anno Domini 1374 cioè Anno del Signore 1374. Forse proprio per questo è l'unico elemento originario della Certosa. Non si sa chi sia l'autore di questa pregevole ,stupenda, superlativa Porta che c'immette nella Chiesa.
    I Certosini rendevano la chiesa un luogo comunitario e d'incontro.
    Infatti loro andavano in Chiesa una volta di notte e due di giorno.

    La Chiesa della Certosa di San Lorenzo è ad una sola navata con volta a crociera e archi ogivali (appuntiti) ed è divisa in due parti: nella prima, più vicina all'ingresso c'è il Coro dei Conversi mentre più vicino al presbiterio il Coro dei Padri collegate fra loro con cinque cappelle dette laterali.
    Il Coro dei Conversi è composto di 24 stalli, 12 a destra e 12 a sinistra. Sui dorsali sono raffigurate immagini di Santi, Vescovi, Fondatori d'Ordini Religiosi e i Quattro Evangelisti.
    Sotto e sugli inginocchiatoi ci sono paesaggi caratteristici dell'epoca.
    Sui primi tre stalli, a sinistra di chi entra, la data 1503 e la firma Giovanni Gallo.
    Attraversando il Capitolo dei Conversi, la sala riunioni dei conversi, la Cappella dedicata a San Giovanni Battista e all'Ecce Homo, di cui non abbiamo simboli particolari, la Cappella della Crocifissione, con il crocifisso di legno, e la Cappella Delle Santissime Reliquie, con Giovanni Battista decapitato, capitato così per caso, si arriva a Coro dei Padri.
    Composta di 36 stalli sui dossali sono raffigurate scene di Cristo Salvatore e del Nuovo Testamento mentre sugli inginocchiatoi 27 scene di Martirii di Santi.
    L'altare Maggiore è in scagliola e madreperla, la scagliola è un composto di polveri di marmo legate fra loro con sostanze collose. La scagliola all'epoca era molto usata consigliata da molti architetti per orientamenti culturali. Gli intarsi in madreperla sono decorazioni floreali , notiamo al centro il monogramma CART, che è l'abbreviazione francese di certosa, infatti la prima Certosa sorse in Francia, a Grenoble, fondata da S. Brunone . Le pareti che circondano l'altare sono abbelliti da tre oli su tele di Salvatore Brancaccio e datate 1680. Il dipinto di destra raffigura la morte di S. Brunone, quello di sinistra il martirio di S. Lorenzo e quello centrale l'apoteosi di due Santi con la Madonna e il bambino Gesù in braccio che porge il libro, cioè la regola dell'ordine Certosino, a S. Brunone, il Santo fondatore dell'ordine Certosino.
    La chiesa è ricca di stucchi dorati, ma i più particolari sono le cornici del "Martirio di S. Lorenzo" e "La morte di S. Brunone". Infatti ci sono due Angeli con un Pellicano che si fa mangiare dai suoi figli per non farli morire come Dio ha fatto con noi. Alle spalle dell'altare c'è una porta che c'immette nella Sacrestia. Coperta da armadi per tre lati sulla volta a botte ribassata c'è un affresco raffigurante la Gloria di Maria. L'elemento che merita maggiore attenzione è il Ciborio, o Tabernacolo di bronzo che conteneva l'ostia e il vino consacrato. E' attribuito a Jacopo del duca allievo di Michelangelo.
    Dopo la Sacrestia, meritano importanza il capitolo dei padri, la sala riunioni di questi, la sala del tesoro, dove custodivano le cose preziose e il cimitero antico, situato nel cuore della Certosa e dove i morti erano seppelliti senza bara, così si distinguevano più velocemente. Dal cimitero antico si accede al refettorio e alla cucina. Nel refettorio erano consumati molto silenziosamente i pasti dei giorni festivi. Dal refettorio si accede alla cucina con l'enorme camino che fa anche da cappa, legata alla cucina c'è la leggenda della frittata dalle 1000 uova fatta in onore di Carlo V. Si pensa che questa anticamente sia stata refettorio. Queste idee sono sorte pochi anni fa perché nel restaurare la Certosa si è scoperto un affresco rimasto ignoto prima del restauro (iniziato circa 30 anni fa e ancora non terminato) Dalla cucina attraversando le Cantine usciamo in un corridoio diviso con un portone dal chiostro della foresteria e da un altro dal chiostro Grande e, proprio qui c'era l'appartamento del priore.

    La cappella del priore era composta di 10 vani più la cappella privata, la biblioteca e l'archivio.
    La cappella è dedicata a S. Michele Arcangelo (patrono di Padula). Sulle pareti sono raffigurate con quattro Dei su muro apparizioni dell'Arcangelo. L'altare, in pietra colorata, ospita una statua di legno di S. Michele. Sulla volta è raffigurata la Gloria dell'Assunta. Il giardino ha le mattonelle montate a spina di pesce. Il giardino ha due fontane e una cancellata che immette nel Desertum (deserto, cioè il parco). La biblioteca, al piano superiore è collegata al piano terreno con una scala elicoidale (a chiocciola) di 38 scalini che si distinguono da tutte le altre perché al centro non ha sostegno infatti non c'è nessun pilastro, si mantiene da sola su se stessa. Sulla porta della biblioteca c'è scritto in latino la frase <<DA SAPIENTI OCCASIONEM E ADDETUR EI SAPIENTIA>> che tradotto in italiano è << DA AL SAPIENTE L'OCCASIONE E LA SAPIENZA SARA' DATA LUI>> La biblioteca era stata usata come armeria dai soldati
    I 26 armadi, divisi in sezioni: matematica, manoscritti, enciclopedie e altri ospitavano migliaia e migliaia di libri di cui solo 2000 sono stati ritrovati. La porta di clausura è sormontata da una scritta che tradotta in italiano è <<QUI C'E' SICURA QUIETE DA QUA SI PASSA PER ANDARE AL CIELO RESTA QUI PER SEMPRE O PELLEGRINO LA QUIETE STESSA TI FARA' PERSEVERARE>> infatti chi varcava quella soglia era automaticamente un padre e da lì non poteva più uscire, attraversando quel portone un uomo aveva dedicato la sua vita a Dio. Il chiostro grande sorge su 84 colonne e altrettante arcate. Tra le arcate e le finestre c'è una fascia di 672 metope (figure scolpite) a cicli di sette, quindi 96 cicli, che terminano e iniziano con un putto. Il chiostro è il più grande in Europa, infatti si estende per 12270 mq ed è capace di contenere 60000 persone. Il cimitero nuovo è posto nel Chiostro Grande proprio dove i monaci passavano per andare in chiesa.

    Lo scalone ellittico a due rampe è stato progettato da Gaetano Barba allievo del Vanvitelli. Nel punto in cui s'incrociano le due rampe ci sono dei simboli Feudali e dei simboli Vescovili.
    Lo scalone conduce alla passeggiata coperta, il cancello dei sospiri è detto così perché quando la Certosa era campo di concentramento i prigionieri sospiravano la libertà.

    Per costruire la Certosa di S. Lorenzo molti architetti e moltissimi uomini hanno dedicato gran parte della loro vita lavorando a Padula.
    Il loro lavoro però è stato bellissimo, tanto che senza di loro non si sarebbe potuto avere questo monumento, che si può considerare: il più ricco e il più spettacolare fra il patrimonio Italiano ed Europeo.


     
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