Descrizioni
La Certosa di Padula ospita da mezzo
secolo il MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA LUCANIA, visitabile
con lo stesso biglietto o con Artecard, le foto illustrano
una sintesi delle migliaia di oggetti esposti. Le
colonne provengono da un Tempio della distrutta COSILINUM.

In un notiziario della Provincia di
Salerno relativo agli anni 1956-1960, il Panebianco
cosi esordiva: "Intanto, a coronamento di un
primo notevole ciclo di attività di ricerca
archeologica e di ricognizione di monumenti nella
Valle del Tanagro, l'Amministrazione è fiera
di aver potuto, nel 1957, istituire il "Museo
Archeologico della Lucania Occidentale" e sistemare
anche con gran decoro il primo pregevole nucleo nella
maestosa e suggestiva cornice della Certosa di Padula.
La quale essendo, com'è noto, il più
grande monumento architettonico dell'Italia meridionale
sarà anche in tal modo rimessa in valore culturale
e turistico, dopo un secolo di abbandono e noncuranza.
Nel frattempo, alla resurrezione di quel grandioso
complesso monumentale contribuiranno le necessarie
opere di restauro, che vi saranno eseguite a cura
della Soprintendenza ai Monumenti della Campania,
mercè un finanziamento di 175 milioni di lire
gia appositamente disposto dalla Cassa del Mezzogiorno;
dopo di che il predetto Museo Archeologico sarà
definitivamente sistemato nelle gallerie del cosiddetto
Chiostro grande: ch'è, infatti, uno dei più
grandi d'Europa.
Alla eccezionale grandiosità dell'ambiente
monumentale corrisponderà, del resto, in qualche
modo, anche la ricchezza delle raccolte archeologiche
di questo nuovo Museo. Il quale gia oggi custodisce
una documentazione veramente insolita, e tale da suscitare
l'invidia dei maggiori Musei archeologici del mondo.
Si tratta, infatti, di oltre diecimila oggetti, conservati
in bene ordinati magazzini a disposizione anche degli
studiosi nazionali e stranieri, che, frequentemente
e numerosi vi affluiscono per ricerche e studi, ormai
preludenti alla formazione, nella Certosa di Padula,
di un vero e proprio Centro internazionale di studi
sull'antica Lucania, mentre gli oggetti di maggior
pregio artistico e culturale sono esposti, con appropriato
decoro, in originali vetrine dell'arch. prof. Ezio
De Felice, egregiamente eseguite da ditte e maestranze
locale.

Così, questo nuovo Museo Provinciale di Padula
si è inattesamente rivelato rispondente a particolari
e assai vive necessità culturale e turistiche.
Perchè, gia l'annuncio della sua istituzione,
non solo è valso a richiamare, nel più
vasto ambito internazionale, l'attenzione degli studiosi
sul problema storico-culturale dell'antica Lucania,
che era rimasto finora trascurato per l'insufficienza
della documentazione archeologica, mentre oggi si
pone in termini nuovi da indurre a radicali revisioni
delle nostre attuali conoscenze sulla più antica
storia d'Italia, ma ha anche suscitato una larghissima
risonanza turistica, com'è confermato dalla
continua e intensa affluenza dei visitatori.
Aperto al pubblico in occasione della "Settimana
dei Musei" del 1957, il Museo Archeologico di
Padula vede sempre più accrescere il numero
dei suoi visitatori, soprattutto per il richiamo eccezionale
dell'ambiente monumentale della Certosa, situata com'essa
e in una posizione particolarmente favorevole, sulla
grande arteria nazionale congiungente, lungo la dorsale
appeninica, l'Italia penisulare alla Sicilia.
La ricerca archeologica iniziata nel 1955 si protrasse
fino al 1967 e fu condotta sistematicamente, dalla
Direzione dei Musei Provinciali del Salernitano, a
Sala Consilina, a Padula, ad Atena Lucana e a Buccino.
I magazzini archeologici allestiti negli ambienti
delta Certosa destinati un tempo a "granai"
riuscirono (e riescono tuttora) ad ospitare più
di ventimila oggetti.
L'area museale è ora allestita negli ambienti
della cosiddetta "Sala ad ELLE" e nell'intero
Chiostro dei Procuratori. L'esposizione, prelude non
solo ad una completa sistemazione dei tantissimi reperti
archeologici da tempo immagazzinati ma anche scambi
e prestiti con altri musei indispensabili per un più
efficace e valido funzionamento di questo grande Museo.

Testi e foto tratti dalla Guida al
Museo Archeologico.