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    LOCOMOTIVA e LINEA FERRATA

    Gli itinerari varieggiati di POLLA, elencati in queste pagine, sono tutti di facile esecuzione, raggiungibili in treno, con l'autobus o in auto, alcuni si eseguono in pochi minuti quindi programmare il tempo che si ha, cosa si vuole visitare e ed i luoghi dove riposare, mangiare, dormire o fare shopping.

    Elenco aree Itinerari
    Caratteristiche
    Lunghezza Percorso interno
    km.
    90
    Tempo di percorrenza
    ore
    15
    Quota s/lm.
    m.
    250 - 820
    Difficoltà incontrate
    M
    Periodo consigliato
    -
    Aprile - Ottobre


    LUNGO LE ROTAIE DELLA FERROVIA SICIGNANO - LAGONEGRO

     

    Questo è il resoconto di una ricerca sul campo della linea Sicignano - Lagonegro, tratta sospesa al traffico nel 1987 e mai più riattivata.
    Al momento la linea è scollegata dalla rete ferroviaria e non vede il passaggio di rotabili da 15 anni.
    La linea attraversa in parte il Cilento e tutto il Vallo di Diano, affiancando in tutto il suo percorso sia l’Autostrada SA - RC che la statale SS.19. Il percorso parte dal Bivio di Sicignano, posto a 1+677 km. dalla stazione medesima e si svolge quasi del tutto in provincia di Salerno, sconfinando in Basilicata soltanto con il suo capolinea, Lagonegro. La linea è a un binario e non è elettrificata. Negli anni precedenti la chiusura circolavano otto treni al giorno per ciascun senso di marcia effettuati con Automotrici DIESEL. Alla fine degli anni settanta il tratto terminale fra Casalbuono e Lagonegro venne interessato da una serie di eventi franosi in alcune gallerie. Tali problemi vennero risolti con lavori di consolidamento poco prima della chiusura, tanto che nel 1981 la linea era stata nuovamente ripristinata nella totalità del percorso.
    Nella sua storia, la linea aveva incontrato, ben due linee a scartamento ridotto gestite dalle ex Ferrovie Calabro-Lucane. Il primo incontro avveniva ad Atena Lucana: di fronte alla stazione FS, era il fabbricato della stazione terminale della linea per Marsico Nuovo, breve tronco aperto nel 1931 e chiuso nel 1966 che avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni dei progettisti, il primo tratto di una lunga ferrovia di collegamento tra la Puglia, il Vallo di Diano, la Lucania e la Calabria, mai realizzata. L’altra linea si incontrava a Lagonegro da dove aveva origine la linea per Spezzano Albanese, chiusa dal 1978 per frane.
    Aperta nell’ultimo decennio dell’800, la Sicignano-Lagonegro venne chiusa a marzo del 1987 insieme alla Battipaglia - Potenza, ufficialmente per elettrificare e rendere più efficiente il percorso di entrambe le linee. Ma nessun lavoro è mai stato avviato sulla Sicignano - Lagonegro, mentre la Battipaglia - Potenza è stata del tutto elettrificata e riaperta al traffico ferroviario il 31 marzo 1994.
    Eppure la linea aveva una buona frequentazione attraversando centri importanti come Polla e Sala Consilina, nonché aree a buona vocazione turistica come le Grotte di Pertosa e la Certosa di Padula. Con una buona integrazione treno+bus avrebbe potuto costituire una validissima alternativa al caotico traffico dell'autostrada.

    La nostra ricerca parte dalla stazione di Sicignano degli Alburni, ubicata in una vallata ad oltre 10 km dalla cittadina omonima, dalla stazione cominciamo a seguire la linea per Lagonegro seguendo i binari e le strade esistenti.
    La prima stazione che incontriamo è GALDO ubicata lungo la statale 19, con il fabbricato viaggiatori, a due livelli, integro nella sua struttura all’esterno ci sono i due binari con un marciapiede, al lato Lagonegro resta solo il basamento di quello che era lo scalo merci.
    Giungiamo alla stazione successiva, PETINA ubicata in una stradina secondaria, ci accorgiamo della sua presenza in quanto sulla facciata è stata dipinta la scritta “salvate la ferrovia”, l’accesso ai binari avviene attraverso l’ingresso del fabbricato viaggiatori . All'interno sui marciapiedi dei binari, ci sono i pali delle luci tradizionali al proprio posto e più in la in lontananza i pali con i semafori che sono ubicati in testa ad entrambi i binari, segno che potevano essere utilizzati per tutti e due sensi di marcia, sul marciapiede c'è l'impianto a manovella che chiudeva le barriere del vicino passaggio a livello.


    Proseguendo sempre sui binari si giunge a un passaggio a livello con tanto di casa Casello. La Stazione di Auletta, più in là e un piccolo edificio di un solo piano con adiacente un prefabbricato, il posto è bellissimo ed il treno di passaggio qui doveva avere un effetto spettacolare, trovandosi a mezza costa sul fianco di una collina, che continua fino alla stazione di PERTOSA che è nelle vicinanze delle famose grotte.
    Il tratto ora corre in un’area particolarmente scoscesa con diverse gallerie e tratti in pendenza, fino alla centrale ENEL sulla diga, da quì scende in pianura ed inizia il Vallo di Diano diventa dritta con stazioni ubicate nei centri abitati.
    Entriamo nella cittadina di POLLA dove la stazione si trova quasi al centro del paese. La stazione è ben tenuta, i binari sono puliti, su di essi sosta un vecchia Locomotiva a vapore e dei carrellini, e ben visibile anche il fontanone che ripristinava il livello dell'acqua nella caldaia.
    Proseguamo per ATENA LUCANA, alla stazione ferroviaria constatiamo che di fronte all’ex scalo FS, troneggia praticamente integro l'edificio della Calabro Lucana. Atena era infatti capolinea di un breve tratto di linea a scartamento ridotto che conduceva a Marsico Nuovo.
    La stazione successiva è SALA CONSILINA, il centro più importante della zona. La stazione è un edificio di un solo livello con cinque ingressi, gran piazzale antistante.
    Pochi chilometri ed arriviamo alla stazione di SASSANO - TEGGIANO in realtà ubicata presso la frazione Trinità di Sala Consilina. I due centri che danno il nome alla stazione sono invece rispettivamente 6 ed 8 km. I binari presentano un po’ di vegetazione qua e là, ma le condizioni generali sono buone, segno di “disboscamenti” recenti. Fa bella mostra di sé una cisterna per l’acqua destinata alle locomotive a vapore di un tempo con relativo fontanone di alimentazione.
    Proseguendo giungiamo alla stazione di PADULA, a meno di due km dalla grandiosa Certosa ed a circa 3 km dal centro abitato. La stazione è un bell’edificio di due piani ordinato e ben pulito. Un cartello avvisa che gli autobus sostituitivi non effettuavano più fermata nel piazzale della stazione, ma alla stazione ESSO. La stazione è ancora frequentata da qualche anima pia, visto che sul marciapiede del primo binario ci accoglie una madonnina con tanto di fontanina sgorgante e fiori freschi. La scritta sulla base dice “Fermati o passegger, il capo inchina alla Madre di Dio del ciel Regina”.
    La linea prosegue per la stazione di MONTESANO - BUONABITACOLO.I due paesi distano una decina di km da qui, ma la frazione è molto grande e quindi il traffico ferroviario doveva essere buono. I marciapiedi ed i binari sono puliti, l’erba delle aiuole rasata, i semafori sono al loro posto come i pali delle luci con tanto di neon. E poi tutta la linea che attraversa la cittadina è pulita e ben tenuta. Davvero una meraviglia. Persino lo scalo merci sembra verniciato di fresco.
    Ancora un po’ di chilometri, qui il paesaggio è ormai dominato solo da campagne e colline. Ci avviciniamo al termine del Vallo di Diano e le montagne fanno nuovamente capolino. Difatti la linea incontra nuovamente un paio di gallerie per giungere poi a CASALBUONO.La stazione è a due piani ed e tutto è in ordine. I due binari, separati dall’immancabile marciapiedi passeggeri, sono puliti, senza tracce di vegetazione.
    Ci addentriamo fra vallate e montagne dove la linea non è più visibile dalla strada, poi la fermata di CASALETTO SPARTANO - BATTAGLIA, un marciapiede costeggia la linea in una curva lungo il fianco della montagna, appena prima di una galleria. Sul marciapiede una pensilina con alcuni sedili rendeva meno disagevole l’attesa del treno. La fermata è già in Basilicata, ma i due paesini a cui fa riferimento sono lontanissimi ed ancora nel Cilento, in Campania.


    FINE.


     
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