LUNGO LE ROTAIE DELLA FERROVIA
SICIGNANO - LAGONEGRO
Questo è il resoconto di una
ricerca sul campo della linea Sicignano - Lagonegro,
tratta sospesa al traffico nel 1987 e mai più
riattivata.
Al momento la linea è scollegata dalla rete
ferroviaria e non vede il passaggio di rotabili da
15 anni.
La linea attraversa in parte il Cilento e tutto il
Vallo di Diano, affiancando in tutto il suo percorso
sia lAutostrada SA - RC che la statale SS.19.
Il percorso parte dal Bivio di Sicignano, posto a
1+677 km. dalla stazione medesima e si svolge quasi
del tutto in provincia di Salerno, sconfinando in
Basilicata soltanto con il suo capolinea, Lagonegro.
La linea è a un binario e non è elettrificata.
Negli anni precedenti la chiusura circolavano otto
treni al giorno per ciascun senso di marcia effettuati
con Automotrici DIESEL. Alla fine degli anni settanta
il tratto terminale fra Casalbuono e Lagonegro venne
interessato da una serie di eventi franosi in alcune
gallerie. Tali problemi vennero risolti con lavori
di consolidamento poco prima della chiusura, tanto
che nel 1981 la linea era stata nuovamente ripristinata
nella totalità del percorso.
Nella sua storia, la linea aveva incontrato, ben due
linee a scartamento ridotto gestite dalle ex Ferrovie
Calabro-Lucane. Il primo incontro avveniva ad Atena
Lucana: di fronte alla stazione FS, era il fabbricato
della stazione terminale della linea per Marsico Nuovo,
breve tronco aperto nel 1931 e chiuso nel 1966 che
avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni dei progettisti,
il primo tratto di una lunga ferrovia di collegamento
tra la Puglia, il Vallo di Diano, la Lucania e la
Calabria, mai realizzata. Laltra linea si incontrava
a Lagonegro da dove aveva origine la linea per Spezzano
Albanese, chiusa dal 1978 per frane.
Aperta nellultimo decennio dell800, la
Sicignano-Lagonegro venne chiusa a marzo del 1987
insieme alla Battipaglia - Potenza, ufficialmente
per elettrificare e rendere più efficiente
il percorso di entrambe le linee. Ma nessun lavoro
è mai stato avviato sulla Sicignano - Lagonegro,
mentre la Battipaglia - Potenza è stata del
tutto elettrificata e riaperta al traffico ferroviario
il 31 marzo 1994.
Eppure la linea aveva una buona frequentazione attraversando
centri importanti come Polla e Sala Consilina, nonché
aree a buona vocazione turistica come le Grotte di
Pertosa e la Certosa di Padula. Con una buona integrazione
treno+bus avrebbe potuto costituire una validissima
alternativa al caotico traffico dell'autostrada.
La nostra ricerca parte dalla stazione di Sicignano
degli Alburni, ubicata in una vallata ad oltre 10
km dalla cittadina omonima, dalla stazione cominciamo
a seguire la linea per Lagonegro seguendo i binari
e le strade esistenti.
La prima stazione che incontriamo è GALDO ubicata
lungo la statale 19, con il fabbricato viaggiatori,
a due livelli, integro nella sua struttura allesterno
ci sono i due binari con un marciapiede, al lato Lagonegro
resta solo il basamento di quello che era lo scalo
merci.
Giungiamo alla stazione successiva, PETINA ubicata
in una stradina secondaria, ci accorgiamo della sua
presenza in quanto sulla facciata è stata dipinta
la scritta salvate la ferrovia, laccesso
ai binari avviene attraverso lingresso del fabbricato
viaggiatori . All'interno sui marciapiedi dei binari,
ci sono i pali delle luci tradizionali al proprio
posto e più in la in lontananza i pali con
i semafori che sono ubicati in testa ad entrambi i
binari, segno che potevano essere utilizzati per tutti
e due sensi di marcia, sul marciapiede c'è
l'impianto a manovella che chiudeva le barriere del
vicino passaggio a livello.
Proseguendo sempre sui binari si giunge a un passaggio
a livello con tanto di casa Casello. La Stazione di
Auletta, più in là e un piccolo edificio
di un solo piano con adiacente un prefabbricato, il
posto è bellissimo ed il treno di passaggio
qui doveva avere un effetto spettacolare, trovandosi
a mezza costa sul fianco di una collina, che continua
fino alla stazione di PERTOSA che è nelle vicinanze
delle famose grotte.
Il tratto ora corre in unarea particolarmente
scoscesa con diverse gallerie e tratti in pendenza,
fino alla centrale ENEL sulla diga, da quì
scende in pianura ed inizia il Vallo di Diano diventa
dritta con stazioni ubicate nei centri abitati.
Entriamo nella cittadina di POLLA dove la stazione
si trova quasi al centro del paese. La stazione è
ben tenuta, i binari sono puliti, su di essi sosta
un vecchia Locomotiva a vapore e dei carrellini, e
ben visibile anche il fontanone che ripristinava il
livello dell'acqua nella caldaia.
Proseguamo per ATENA LUCANA, alla stazione ferroviaria
constatiamo che di fronte allex scalo FS, troneggia
praticamente integro l'edificio della Calabro Lucana.
Atena era infatti capolinea di un breve tratto di
linea a scartamento ridotto che conduceva a Marsico
Nuovo.
La stazione successiva è SALA CONSILINA, il
centro più importante della zona. La stazione
è un edificio di un solo livello con cinque
ingressi, gran piazzale antistante.
Pochi chilometri ed arriviamo alla stazione di SASSANO
- TEGGIANO in realtà ubicata presso la frazione
Trinità di Sala Consilina. I due centri che
danno il nome alla stazione sono invece rispettivamente
6 ed 8 km. I binari presentano un po di vegetazione
qua e là, ma le condizioni generali sono buone,
segno di disboscamenti recenti. Fa bella
mostra di sé una cisterna per lacqua
destinata alle locomotive a vapore di un tempo con
relativo fontanone di alimentazione.
Proseguendo giungiamo alla stazione di PADULA, a meno
di due km dalla grandiosa Certosa ed a circa 3 km
dal centro abitato. La stazione è un belledificio
di due piani ordinato e ben pulito. Un cartello avvisa
che gli autobus sostituitivi non effettuavano più
fermata nel piazzale della stazione, ma alla stazione
ESSO. La stazione è ancora frequentata da qualche
anima pia, visto che sul marciapiede del primo binario
ci accoglie una madonnina con tanto di fontanina sgorgante
e fiori freschi. La scritta sulla base dice Fermati
o passegger, il capo inchina alla Madre di Dio del
ciel Regina.
La linea prosegue per la stazione di MONTESANO - BUONABITACOLO.I
due paesi distano una decina di km da qui, ma la frazione
è molto grande e quindi il traffico ferroviario
doveva essere buono. I marciapiedi ed i binari sono
puliti, lerba delle aiuole rasata, i semafori
sono al loro posto come i pali delle luci con tanto
di neon. E poi tutta la linea che attraversa la cittadina
è pulita e ben tenuta. Davvero una meraviglia.
Persino lo scalo merci sembra verniciato di fresco.
Ancora un po di chilometri, qui il paesaggio
è ormai dominato solo da campagne e colline.
Ci avviciniamo al termine del Vallo di Diano e le
montagne fanno nuovamente capolino. Difatti la linea
incontra nuovamente un paio di gallerie per giungere
poi a CASALBUONO.La stazione è a due piani
ed e tutto è in ordine. I due binari, separati
dallimmancabile marciapiedi passeggeri, sono
puliti, senza tracce di vegetazione.
Ci addentriamo fra vallate e montagne dove la linea
non è più visibile dalla strada, poi
la fermata di CASALETTO SPARTANO - BATTAGLIA, un marciapiede
costeggia la linea in una curva lungo il fianco della
montagna, appena prima di una galleria. Sul marciapiede
una pensilina con alcuni sedili rendeva meno disagevole
lattesa del treno. La fermata è già
in Basilicata, ma i due paesini a cui fa riferimento
sono lontanissimi ed ancora nel Cilento, in Campania.
FINE.