Descrizioni
La Foresta ed i suoi abitanti
Comprensorio boscato unico che viene
solcato dall'autostrada SA/RC e diviso in due corpi
dal torrente Chiavico, il primo "Cerreta"
nel Comune di Montesano sulla Marcellana e l'altro
"Cognole" nel Comune di Sanza. L'area
è delimitata ad Est da proprietà private,
a Nord dal fiume Calore, ad Ovest e a Sud da proprietà
private e dal Comune di Buonabitacolo: Il bosco Cerreta
e compreso nei fogli di mappa 55 e 56 del Comune di
Montesano, mentre il bosco Cognole occupa il foglio
50 del Comune di Sanza.
La foresta radica ad una altitudine di circa mt. 700
s.l.m. a Sud e degrada fino a 500 mt. verso Nord,
con pendenza molto modesta.
Nella foresta esistono diverse sorgenti, di piccola
portata, ma perenni, quali: fontana Caprile; fontana
del Salice; fontana del Sauco.
Da un punto di vista idrologico le condizioni del
bosco Cerreta si possono considerare buone in quanto
il soprassuolo, in genere abbastanza denso, esercita
sufficiente azione di regimazione idrica; nel bosco
Cognole, invece, ove il soprassuolo e in buona parte,
in precarie condizioni, evidenti sono i fenomeni di
erosione superficiale con tracce di ruscellamento.
Le acque epidermiche che dalla foresta si allontanano,
vengono raccolte nel torrente Chiavico che scarica
a sua volta nel fiume Calore che all'altezza del Comune
di Padula prende il nome di fiume Tanagro.
La foresta tutta si puo ascrivere alla zona fitoclimatica
del Lauretum di 2° tipo: con siccità estiva-sottozona
media.
La rete viaria presente puo definirsi razionale e
in discreto stato di conservazione, essa permette
per piu di 2/3 di ammirare il bosco.
Il soprassuolo adulto, anche se in modo non uniforme,
e costituito da una fustaia di cerro di ottimo sviluppo
e portamento, a struttura monoplana, con piante assurgenti,
slanciate, con chioma alta e mediamente ramosa; densita
medio-alta con non poche piante di carpino, orniello,
castagno, ecc. . Il sottobosco di carpino e orniello,
proveniente da ceduazione e presente ovunque, denso
e sviluppato unitamente a specie arbustive varie come:
agrifoglio, olmo campestre, corniolo, nocciolo, ginestrino,
erica ssp., biancospino, pruno, agrifoglio, pungitopo,
ecc, habitat naturale dove pare che gli ungulati presenti
abbiano trovato l' "optimum", sembra infatti
che sia l'assenza di controllori biologici, sia la
facilità di procacciarsi gli alimenti ad essi
necessari abbia favorito l'esplosione demografica
esistente.

Il bosco Cognole, evidenzia, contrariamente a quanto
precedentemente detto per la foresta Cerreta, un soprassuolo
spesso rado e degradato governato per lo piu a ceduo
o avviato all'alto fusto con il metodo delta matricinatura
intensiva; non rari sono ancora evidenti i segni del
classico "coniferamento", tendenza selvicolturale
degli anni 50-60 che mirava, con l'inserimento di
conifere "frugali" tipo: pino marittimo,
pino d'aleppo, ecc., a mighorare i cedui misti degradati.
In entrambi i soprassuoli gli interventi colturali,
tagli intercalari, previsti dallo strumento di programmazione,
sono del tutto assenti da piu di un ventennio e le
occasionali "intrusioni" avvenute negli
anni precedenti non potevano perseguire alcuno scopo
perchè prive di continuità e di logica
selvicolturale.
Gli obiettivi che si perseguono con la presente relazione
sono sintetizzabili nella valorizzazione naturalistica
di uno trà i piu belli ed estesi boschi del
salernitano, congiuntamente ad azioni mirate a soddisfare
l'aumento della domanda di fruizione pubblica e a
favorire nello stesso tempo la ricerca scientifica.
A tal proposito, data l'estensione del bosco e la
buona diffusione di alcune specie arboree ed arbustive
fruttificanti, sempre più richieste dalla vivaistica
forestale, si dovrebbe dare corso a valutazioni a
livello fenotipico ed anche genetico per costituire
un bosco da seme per il cerro, valido almeno a livello
regionale, ed un ambito di raccolta per numerose altre
specie forestali, quali in particolare orniello, acero
campestre, carpinella enumerosi arbusti.
CENTRO VIVAISTICO
Per la vastità dell'area destinata alla nascita
di piantine di svariate specie, abbiamo elaborato
una pagina secondaria ( VEDI
)
IL CENTRO ALLEVAMENTI
La Regione Campania, sin dal 1987, all'interno
della foresta demaniale "CerretaCognole",
ha avviato un centro di allevamento della selvaggina.
La foresta , infatti, e stata suddivisa in quattro
grossi recinti di produzione, col fine di produrre
cinghiali sufficienti per i ripopolamenti regionali
(circa 200 capi/anno) nonchè cervi, daini,
caprioli e mufloni per eventuali tentativi di reintroduzione
in zone della regione particolarmente vocate.
Le quattro zone recintate, in cui e divisa la foresta,
ospitano gli animali allo stato brado. La specie piu
rappresentativa e il cinghiale, con circa 350-400
capi. Accanto al cinghiale, la foresta fa soprawivere
anche caprioli e cervi 100 capi. Gli animali vivendo
liberi provvedono al loro soddisfacimento alimentare,
viene anche somministrata quotidianamente della granaglia
come alimento integrativo. Se la valutazione numerica,
scaturita da informazioni assunte presso il personale
che si occupano dell'allevamento, e data per buona
e considerando che la stampa specializzata indica
un carico massimo di capi/ha, ne consegue un sovraccarico
non indifferente. Tale problema in piu zone; d'altronde,
e facilmente riscontrabile e non può essere
sottaciuto,
Oltre all'assenza di qualsiasi virgulto quercino,
il soprassuolo dominato (in piu ambiti) si presenta
con le specie che to caratterizzano (carpinella, orniello,
erica, ecc) prive della corteccia per i primi 150
cm. e non e difficile verificare l' effetto del calpestio
eccessivo che in più parti ha determinato la
distruzione di quasi tutta la vegetazione erbacea.

Nello spazio di ogni recinto esiste una o piu catture,
destinate oltre al prelievo degli animali anche e
soprattutto al loro controllo sanitario; questa ha
una forma circolare strutturata su una serie di palizzata
che ne perimetrano la circonferenza da cui, in un
punto alimentare, si aziona un corridoio cieco che
conduce l'animale nella gabbia esterna.
La parte interna del "recinto legnoso" viene
difesa da un recinto metallico di rete romboidale
che serve ad ammortizzare le cariche degli animali,
attratti da granaglie varie, nell' interno della palizzata
stessa.
Sono inoltre presenti, oltre a dei cosiddetti recinti
didattici anche un recinto; di circa 25 Ha, destinato
alla quarantena degli animali; gli spazi didattici
consistono in un luogo delimitato in cui sono alloggiati,
distinti per specie, i vari animali: mufloni, cervi,
cinghiali, daini, caprioli, caprette - variamente
incrociate che hanno allontanato significativamente
i caratteri della razza di appartenenza.
Gli spazi riservati agli animali
sono la prima e maggiore attrattiva dei numerosissimi
visitatori.

Altre notizie ed aggiornamenti a breve.
Diponiamo di guide
e cavalli per godersi una giornata in NATURA.