Descrizioni
Le Grotte di Castelcivita, situate alle
pendici sudoccidentali dei Monti Alburni a poca distanza
dal corso del Fiume Calore, rappresentano un formidabile
fenomeno sotterraneo del Cilento.
L'ingresso del complesso speleologico, che si apre
a 94 metri s.l.m., e noto all'uomo da tempo immemore.
Sin dall'eta preistorica, infatti, I'antro iniziale
fu intensamente frequentato da gruppi di cacciatori
e raccoglitori paleolitici che lo adibirono a ricovero
stabile, come sembrerebbero indicare una ricca serie
di reperti archeologici in pietra e osso, recuperati
nel corso di ripetute campagne di scavo avvenute negli
anni Settanta.
Se le prime generiche notizie sull'esistenza della
grotta si evincono da un manoscritto datato al 1781,
per le prime compiute esplorazioni degli ambienti
sotterranei bisogna attendere il XX secolo quando,
alla meta degli anni Venti, un gruppo di speleologi
triestini penetrò nella cavità visitandola
per un lungo tratto.

Dopo la II Guerra Mondiale furono soprattutto speleologi
napoletani ad occuparsi sistematicamente delle esplorazioni
nella cavita: costoro estesero la loro attenzione
anche ad una serie di vasti e profondi laghi sotterranei,
ubicati perlopiù nel settore terminale della
grotta, all'interno dei quali furono condotte molteplici
immersioni finalizzate all'individuazione di ulteriori
vie di prosecuzione.
Che le Grotte di Castelcivita siano sempre state un
fenomeno naturale degno di grande rinomanza si può
evincere dalle molteplici denominazioni che, di volta
in volta, troviamo al loro riguardo: dette Grotte
del Diavolo nel manoscritto di fine Settecento già
citato, le ritroviamo indicate più tardi come
Grotte di Spartaco, dal nome del gladiatore rivoltoso
che nel 71 a.C. si ribellò a Roma (secondo
la leggenda le sue schiere si rifugiarono nella cavità).

E ancora Grotta Norce, dal nome della donna amata
dallo stesso Spartaco, fino a Grotta Principe di Piemonte,
in onore di Umberto II di Savoia, che venne a visitare
la cavità nell'agosto del 1932.
Tutti questi nomi attestano da un lato I'importanza
territoriale della cavità, dall'altro il progressivo
formarsi di leggende e tradizioni popolari al suo
riguardo.
Le Grotte di Castelcivita sono costituite, da un punto
di vista strettamente morfologico, da una condotta
principale di grandi dimensioni cui si raccordano,
in vario modo e a differenti livelli, tutta una serie
di gallerie secondarie.
Gli ambienti sotterranei, con uno sviluppo complessivo
di circa 5 chilometri, sono caratterizzati da intensi
fenomeni di concrezionamento (stalattiti, stalagmiti,
colonne, colate calcitiche, ecc.) che rendono la visita,
lungo un percorso turistico di circa 1.700 metri,
di grande suggestione. L'ingresso delle grotte si
apre su un ampio piazzale ai piedi di una parete calcarea.
Superato il cancello d'ingresso si penetra in un mondo
costituito da gallerie, saloni, strettoie, pozzi e
specchi d'acqua, che si rincorrono e si sovrappongono
in modi e colori di grande fascino.
Dopo pochi metri di percorso dall'imbocco i risultati
magici dell'erosione dell'acqua si manifestano in
modo evidente nella Caverna Bertarelli, un ambiente
ipogeo di grandi proporzioni intitolato alla guida
Luigi Vittorio Bertarelli.
Da qui si raggiunge la cosiddetta Zona dei Pipistrelli,
caratterizzata dalla presenza di scure concrezioni
corrose da sostanze acide e, più avanti, si
passa nel Deserto, dal suolo sabbioso e pianeggiante.
Oltre il Deserto si perviene alla grande Sala Principe
di Piemonte, particolare per la presenza di una colonna
stalagmitica costituita da eleganti elementi a disco
orizzontali.

La grotta assume, da questo punto in poi, un andamento
più marcatamente meandriforme: superando il
Viale del Tempio, ricco di colonne stalatto-stalagmitiche,
e la biforcazione dell'Orrido, si raggiunge il cosiddetto
Battistero, che rappresenta l'ultimo ambiente ipogeo
aperto al pubblico. Subito dopo, infatti, vi e il
Lago Sifone, un vasto e profondo specchio d'acqua
superabile solo con I'ausilio di canotti.
La grotta, da questo punto in poi, e visitabile esclusivamente
da speleologi. II Salto dei Titani e, più avanti,
la Caverna Redivo, permettono di raggiungere infine
il Lago Terminale.
Questo lago costituisce fino ad oggi il fondo delle
Grotte di Castelcivita: nonostante diversi tentativi
di superarlo in immersione, da parte di speleosub
napoletani, finora le esplorazioni si sono fermate
ad una
profondità di circa 20 metri per il progressivo
intorbidamento delle acque.

ORARIO VISITE
La mattina alle ore 09.00 - 10.00 - 11.00
Pomeriggio 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30
Prenotazioni e prezzi al numero tel. 0828.975524
Lo scritto e le foto sono state estratte da un depliant
illustrativo.
Altre notizie ed aggiornamenti
www.grottedicastelcivita.it