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    Le Grotte di Castelcivita

    Elenco aree Itinerari
    Caratteristiche
    Lunghezza Percorso interno
    km.
    5
    Tempo di percorrenza
    ore
    2.00
    Quota s/lm.
    m.
    94
    Difficoltà incontrate
    -
    Facile
    Periodo consigliato
    M.
    Sempre



    Descrizioni


    Le Grotte di Castelcivita, situate alle pendici sudoccidentali dei Monti Alburni a poca distanza dal corso del Fiume Calore, rappresentano un formidabile fenomeno sotterraneo del Cilento.
    L'ingresso del complesso speleologico, che si apre a 94 metri s.l.m., e noto all'uomo da tempo immemore.
    Sin dall'eta preistorica, infatti, I'antro iniziale fu intensamente frequentato da gruppi di cacciatori e raccoglitori paleolitici che lo adibirono a ricovero stabile, come sembrerebbero indicare una ricca serie di reperti archeologici in pietra e osso, recuperati nel corso di ripetute campagne di scavo avvenute negli anni Settanta.
    Se le prime generiche notizie sull'esistenza della grotta si evincono da un manoscritto datato al 1781, per le prime compiute esplorazioni degli ambienti sotterranei bisogna attendere il XX secolo quando, alla meta degli anni Venti, un gruppo di speleologi triestini penetrò nella cavità visitandola per un lungo tratto.


    Dopo la II Guerra Mondiale furono soprattutto speleologi napoletani ad occuparsi sistematicamente delle esplorazioni nella cavita: costoro estesero la loro attenzione anche ad una serie di vasti e profondi laghi sotterranei, ubicati perlopiù nel settore terminale della grotta, all'interno dei quali furono condotte molteplici immersioni finalizzate all'individuazione di ulteriori vie di prosecuzione.
    Che le Grotte di Castelcivita siano sempre state un fenomeno naturale degno di grande rinomanza si può evincere dalle molteplici denominazioni che, di volta in volta, troviamo al loro riguardo: dette Grotte del Diavolo nel manoscritto di fine Settecento già citato, le ritroviamo indicate più tardi come Grotte di Spartaco, dal nome del gladiatore rivoltoso che nel 71 a.C. si ribellò a Roma (secondo la leggenda le sue schiere si rifugiarono nella cavità).


    E ancora Grotta Norce, dal nome della donna amata dallo stesso Spartaco, fino a Grotta Principe di Piemonte, in onore di Umberto II di Savoia, che venne a visitare la cavità nell'agosto del 1932.
    Tutti questi nomi attestano da un lato I'importanza territoriale della cavità, dall'altro il progressivo formarsi di leggende e tradizioni popolari al suo riguardo.
    Le Grotte di Castelcivita sono costituite, da un punto di vista strettamente morfologico, da una condotta principale di grandi dimensioni cui si raccordano, in vario modo e a differenti livelli, tutta una serie di gallerie secondarie.
    Gli ambienti sotterranei, con uno sviluppo complessivo di circa 5 chilometri, sono caratterizzati da intensi fenomeni di concrezionamento (stalattiti, stalagmiti, colonne, colate calcitiche, ecc.) che rendono la visita, lungo un percorso turistico di circa 1.700 metri, di grande suggestione. L'ingresso delle grotte si apre su un ampio piazzale ai piedi di una parete calcarea. Superato il cancello d'ingresso si penetra in un mondo costituito da gallerie, saloni, strettoie, pozzi e specchi d'acqua, che si rincorrono e si sovrappongono in modi e colori di grande fascino.
    Dopo pochi metri di percorso dall'imbocco i risultati magici dell'erosione dell'acqua si manifestano in modo evidente nella Caverna Bertarelli, un ambiente ipogeo di grandi proporzioni intitolato alla guida Luigi Vittorio Bertarelli.
    Da qui si raggiunge la cosiddetta Zona dei Pipistrelli, caratterizzata dalla presenza di scure concrezioni corrose da sostanze acide e, più avanti, si passa nel Deserto, dal suolo sabbioso e pianeggiante.
    Oltre il Deserto si perviene alla grande Sala Principe di Piemonte, particolare per la presenza di una colonna stalagmitica costituita da eleganti elementi a disco orizzontali.


    La grotta assume, da questo punto in poi, un andamento più marcatamente meandriforme: superando il Viale del Tempio, ricco di colonne stalatto-stalagmitiche, e la biforcazione dell'Orrido, si raggiunge il cosiddetto Battistero, che rappresenta l'ultimo ambiente ipogeo aperto al pubblico. Subito dopo, infatti, vi e il Lago Sifone, un vasto e profondo specchio d'acqua superabile solo con I'ausilio di canotti.
    La grotta, da questo punto in poi, e visitabile esclusivamente da speleologi. II Salto dei Titani e, più avanti, la Caverna Redivo, permettono di raggiungere infine il Lago Terminale.
    Questo lago costituisce fino ad oggi il fondo delle Grotte di Castelcivita: nonostante diversi tentativi di superarlo in immersione, da parte di speleosub napoletani, finora le esplorazioni si sono fermate ad una
    profondità di circa 20 metri per il progressivo intorbidamento delle acque.

     


    ORARIO VISITE
    La mattina alle ore 09.00 - 10.00 - 11.00
    Pomeriggio 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30
    Prenotazioni e prezzi al numero tel. 0828.975524
    Lo scritto e le foto sono state estratte da un depliant illustrativo.

    Altre notizie ed aggiornamenti

    www.grottedicastelcivita.it


     

     


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