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PIANTA
UN ALBERO
di PINO a PADULA con la tua classe
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PROGRAMMA ED OBIETTIVI DIDATTICI
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Trasferimento di conoscenze sulla vita delle
piante
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Sapere
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Incentivazione della consapevolezza delle
senzazioni piacevoli che la natura può dare
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Divertimento
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Sviluppo di un ruolo attivo nella salvaguardia
dell'ambiente
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Impegno
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La posa di una piantina è un gesto, un'operazione
interpretabile come strumento didattico importantissimo funzionale
al conseguimento di molteplici obbiettivi didattici.
Per avere successo in tutti gli obbiettivi "didattici"
è indispensabile far leva sul fattore ludico avventuroso
del divertimento che rappresenta, soprattutto in questo tipo di
didattica, un elemento insostituibile per darle continuità.
Elementi critici
Scelta del luogo
La continuità viene anche da fattori logistici
ed è per questo che è importante realizzare attività
di questo tipo nel Comune di residenza il più possibile vicino
alla scuola.
Il luogo dovrebbe essere localizzato su un supporto cartografico
per potere essere poi ritrovato dal ragazzo o dai suoi familiari.
Seguire una mappa nel raggiungere il sito aumenta notevolmente la
carica avventurosa dell'operazione.
Deve essere indispensabilmente identificato un responsabile delle
piante che si prenda fattivamente cura di loro: mettere a dimora
alberi e disinteressarsene in seguito sarebbe in realtà un
evento diseducativo.
Scelta delle essenze
Questa è una fase di grande importanza per buona riuscita
delle operazioni e per la futura gestione.
Innanzitutto le specie devono essere autoctone, ben adattate all'ambiente
scelto per l'impianto, sicuramente più difficile da gestire
se si tratta di ambiente "selettivo" come la Zona Granci.
Occorre scegliere essenze "rustiche" poco esigenti in
termini di assistenza e manutenzione (Pino, abete, castagno, rovere).
Molto importanti le dimensioni: sono consigliabili alberi o arbusti
di dimensioni modeste, (max 60 cm) per potere amplificare l'effetto
crescita che il bimbo deve apprezzare, e questo è molto più
evidente nel caso di piante giovani.
È utile avere l'avvertenza di non creare disparità
nella attribuzione delle piantine (es. grossa per alcuni e piccola
per altri), una soluzione comoda è quella di scegliere un'essenza
per i maschi ed una diversa per le bambine, magari variandole per
classe.
Scelta del periodo
Il momento ideale per piantare è l'autunno, quando l'attività
vegetativa della pianta si prepara per il riposo; le probabilità
di successo sono maggiori ed è possibile utilizzare piante
a radice nuda: questo particolare apparentemente banale ha invece
una notevole valenza didattica per i più piccoli che hanno
poche occasioni di vedere la radici dal vivo. Se non è possibile
piantare in autunno è bene farlo nella parte iniziale della
primavera, fino ai primi di aprile purchè le piante siano
in zolla e non presentino segni di inizio attivazione.
Caratterizzazione dell'intervento
Soprattutto per le operazioni sviluppate con ragazzi
giovani è importante caratterizzare in modo deciso l'intervento,
sia definendone un nome (es. Operazione Bosco dei Greci), che attribuendo
una toponomastica specifica (es. Boschetto di Achille) magari da
esplicitare con un cartello segnaletico. In più ogni albero
o essenza dovrebbe avere l'indicazione del bimbo che lo ha piantato,
"adottato" e che lo aiuterà a crescere.
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Preparazione in aula
E' uno strumento importante di longitudinalità dell'intervento.
Bisogna spiegare che cosa si andrà a fare, qualcosa della
fisiologia della pianta, a che cosa servono le radici, le foglie.
presentare le essenze che verranno piantate e descriverne le caratteristiche
per il riconoscimento, ma soprattutto a che cosa serviranno quando
saranno cresciute, quali catene biologiche si allacceranno a quella
pianta o a quell'arbusto.
Nella fase di preparazione in aula si deciderà il nuovo
toponimo da attribuire al luogo che, è importante
sottolinearlo, dopo che i ragazzi avranno piantato gli
alberi non saranno più gli stessi ma cambieranno per essere
molto migliori.
I ragazzi dovrebbero preparare se possibile anche i cartellini
per le piantine. Il materiale migliore è il legno: un listello
di legno con le generalità della classe "madrina"
dell'albero ed il nome della specie...( Pino, abete, castagno,ecc.).
Per essere gradevoli i cartellini non dovranno essere troppo grandi
(al massimo 30 x 12 cm) e verrànno legati ai paletti di
sostegno, se possibile, lasciandoli ciondolare.
Il cartellino potrebbe anche essere realizzato in cartoncino con
scritte a pennarello resistente all'acqua, ma la loro durata è
molto breve, quindi creerà disaggi nel riposizionarli.
Equipaggiamento
Nella realizzazione della piantumazione è indispensabile
un equipaggiamento che comprenda stivaletti ed abiti "da
sporcare". Questo già di per se caratterizza l'esperienza
come una "cosa diversa" e già consente una notevole
libertà di azione. Altrettanto importante portare in un
sacchetto le scarpe di ricambio da indossare prima di salire sul
pulmino, per evitare di creare dispiaceri al conducente che è
anche il responsabile della pulizia del mezzo di trasporto.
Assistenti
Soprattutto se si opera con ragazzi delle elementari o bimbi delle
scuole materne, è indispensabile avere a disposizione personale
di aiuto nelle operazioni (1\10 ragazzi). Possono essere genitori
di qualche scolaro o altri di buona volontà ma è
essenziale che sappiano come mettere a dimora le piante. Questo
è essenziale per evitare tempi morti che disperdono l'attenzione,
per sottolineare il senso collaborativo, per assistere ogni singolo
ragazzo nella posa delle piantine e come sussidio "d'ordine".
Esperienze realizzate senza assistenti o con un numero inadeguato
hanno avuto poco successo ed hanno portato al fallimento dell'iniziativa..
E, finalmente, si pianta !!!
Il sito dovrebbe essere il più vicino possibile al mezzo
di trasporto per evitare di disperdere l'attenzione dei ragazzi
nel percorso per raggiungere il luogo della posa.
Gli assistenti dovrebbero essere già in sede e dovrebbero
avere già scavato le buche per le piantine.
È pressochè impossibile pretendere un atteggiamento
silenzioso, in occasioni come questa, e,tutto sommato, il disturbo
del rumore non è sicuramente dannoso nella stagione della
piantumazione, per cui non è necessario preoccuparsi di
ottenere silenzio col risultato di guastare l'atmosfera di festa
della giornata.
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Giunti sul luogo di lavoro bisogna spiegare come
primo concetto l'importanza di lavorare assieme: gli alberi si
possono piantare anche da soli, ma è difficile e spesso
il risultato non è lo stesso, perché nella natura
non esiste niente "da solo". Vedremo che l'albero non
vive senza il vento, senza la pioggia o senza sole. Gli uccelli
non riescono a vivere senza l'albero, senza la pioggia senza l'aria.
E noi non riusciremo a dare vita all'albero senza chi ci insegna,
senza l'amico che regge la pianta o senza gli aiutanti che ci
danno una mano.
Soprattutto insegnando a bimbi giovani (ciclo delle elementari)
è molto utile attribuire un'atmosfera di ritualità
alle cose ed ai gesti quasi come se si stesse celebrando una funzione
religiosa.
Deve seguire una dimostrazione di come si fa e questa viene fornita,
con tutti i bimbi che guardano ed ascoltano, dall'insegnante che
mette a dimora l'albero aiutato dagli assistenti.
Mentre questo avviene l'insegnante mostra le radici (che difficilmente
il bimbo riesce a vedere) ed enfatizza tutte le operazioni che
vedranno impegnati i ragazzi come l'uso della terra fine per coprire
le radici, la compattazione del terreno calpestando, l'uso del
concime e - soprattutto - l'annaffiatura. Se dovessero essere
utilizzate piantine in zolla, dove le radici non si vedono, sarà
importante spiegare che le radici sono "lì dentro"
protette perché sono la parte più delicata della
pianta e se le staccassimo dal loro involucro, la pianta potrebbe
morire.
Subito dopo ogni bimbo viene sistemato vicino alla buca già
scavata (o in corrispondenza del bastoncino che segnala dove la
buca deve essere realizzata) e gli assistenti passano a consegnare
la pianta che il ragazzo deve tenere in mano, questo aiuta a stabilire
un contatto fisico con la piantina stessa.
È opportuno che i primi a piantare siano i ragazzi ritenuti
(dall'insegnante) più vivaci.
Gli assistenti poi copriranno le radici di terriccio mentre un
bimbo sostiene la pianta e inviteranno i ragazzi ad entrare nella
buca per compattare la terra. Se qualche ragazzo è in grado
di farlo, lo si può invitare a versare qualche badilata
di terra nella buca. Alla fine di ogni posa l'assistente chiede
ai giovani operatori "...andiamo bene secondo te?..."
ed eventualmente provvede a correggere qualche imperfezione spiegando
che se la piantina non sarà ben sistemata, potrebbe averne
dei contraccolpi e magari morire.
I bimbi che hanno terminato di sistemare la pianta vengono presi
in custodia dall'insegnante ed accompagnati assieme agli altri
ad assistere alle operazioni delle piante successive, magari aiutando
a pestare bene il terreno. Verranno infine sistemati i cartellini
identificativi delle piantine.
Se vengono rispettate le proporzioni di almeno un assistente per
10 ragazzi, con le buche già preparate, si impiegano circa
30' per ultimare l'operazione di posa delle singole piantine e,
al termine l'insegnante passerà coi ragazzi ad annaffiare
ogni piantina per migliorare la compattazione della terra attorno
alle radici e quindi l'attecchimento. L'operazione di innaffiatura
viene lasciata per ultima per ovvi motivi logistici e viene effettuata
con un normale secchio che va riempito al vicino ruscello e se
l'acqua fosse più lontana bisognerà spiegarne l'importanza
e che verrà effettuata spesso da altre persone.
Al termine delle operazioni è utile ringraziare coralmente
gli assistenti e tutti coloro che hanno contribuito all'esperienza.
Subito dopo la piantumazione è utile percorrere un breve
tratto (se l'economia della giornata lo consentirà) per
mostrare ai bimbi come potranno essere le loro piantine tra 1
anno tra 5, 10 o magari 80 anni, enfatizzando che le piantine
diventeranno adulte più facilmente se i ragazzi le aiuteranno
con la loro partecipazione.
E magari, dentro un tronco potrebbero... trovare casa gli
gnomi abitanti del luogo.
E se una piantina dovesse morire...
Deve essere cura di chi ha la responsabilità del luogo,
evitare che questo accada. Ma visto che la percentuale migliore
di attecchimento non supera il 95% è evidente che per ogni
classe questo accadrà quasi certamente per almeno 1 pianta.
Per questo per mantenere il motto di una "pianta un albero
per ogni bambino" (identificando la pianta col ragazzo) sarà
messa a dimora un nuova pianta della stessa età.
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