La
scuola
La scuola è la mia seconda casa, tutti
mi chiamano, mi salutano, mi fanno le carezze, mi vogliono
insegnare qualcosa, io non li ascolto ne li rispondo cammino
per la mia strada dritta, lunga ed in salita, sono forte e
c'è la farò a prendere tra le dita della mano
destra la penna ed a scrivere le sillabe che compongono le
parole che servono per far capire che hai capito cio che ti
è stato detto, dettato o ordinato.
Il difficile sarà leggere cio che hai scritto, ma non
per via della calligrafia come fa mio padre che dopo aver
scritto poche righe non riesce a leggere il suo scritto, ma
bensì per la mia lingua che non ubbidisce al mio cervello
preferisce starsene ferma o si mette solo a balbettare.
Torniamo alla scuola ed entriamo in classe, ci sarà
la mia maestra, chi sarà, sarà del mio paese,
sarà brava.
Non ho messo i ?????? perche io non mi pongo mai domande,
mi piace fare ciò che voglio e
non mi va di ascoltare ed ubbidire, ma mi prenderà
per la mano per insegnarmi a scrivere
come si faceva una volta all'asilo, non che negli anni passati
non mi hanno preso per mano
ed insegnato a scrivere ma perche io non avevo la voglia di
adesso.
La mia maestra c'è, io pure, che scrivo, perche a scuola
si va per scrivere e poi leggere, leggere e poi fare il riassunto,
leggere leggere leggere per imparare a memoria, leggere e
calcolare, ma io da dove comincio ora che voglio cominciare.
???????????
Forse non mi sarà più possibile, come per tutte
le cose che verranno nella vita sono su di un treno che una
volta passato si puo solo dire, ciao ciao.
in costruzione