
LE ACQUE DEL RUSCELLO "FABBRICATO"

Giornata Mondiale dell'Acqua
(22 Marzo 2007)
In occasione
dell'annuale Giornata Mondiale dell'Acqua, è doveroso
parlare del bene più prezioso della terra, elogiandone
la qualità, come lo sprechiamo, quanto ne resta.
Il sottoindicato
studio apparso sui quotidiani un paio di giorni fa, non può
che farmi ritenere un super- privileggiato perchè dal
rubinetto della mia abitazione quell'elisir esce.
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BASILICATA - L'acqua
lucana è ai livelli più alti di qualità
(15 Marzo 2007)
L'acqua che esce dai rubinetti
delle case della Basilicata è "ai livelli
più alti di qualità".
A dirlo sono i risultati di un'inchiesta sulla sicurezza
alimentare del settimanale "Viversani".
Nelle analisi, é stata rivelata una bassissima
concentrazione di nitrati e la presenza di sodio è
di appena 4 milligrammi per litro, a fronte di un valore
limite di 200 milligrammi. Il residuo fisso, infine
è pari a 193 milligrammi per litro, pertanto
ideale per il consumo umano.
Il direttore generale della Società "Acquedotto
Lucano", Gerardo Marotta, ha sottolineato che:
L'acqua potabile è l'elisir della vita per eccellenza
e contribuisce in maniera determinante al nostro benessere.
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L'eccedenza dell'acqua immessa
nella condotta per uso potabile, la cui fonte dista solo poche
centinaia
di metri dalla sorgente dell'Acquedotto Lucano posta sul versante
opposto del monte Campitiello, forma il torrente Fabbricato,
che scendendo a valle costeggia il Bosco Fresco per tutta
la sua lunghezza.
Le fresche e limpide acque che un tempo alimentevano anche
i mulini (vedi
Poesia di Goethe) ora vengono usate solo per usi irrigui.
Quant' acqua ci resta, o per
quanto tempo ancora sorgerà, e difficile indovinare.
Ma tra qualche giorno qualsiasi ragazzo che immetterà
i dati nel suo telefonino, relativi ai consumi sprecati, ai
dissesti idrogeologici, alle temperature della terra, all'inquinamento,
alle estrazioni petrolifere, ecc. , si sentirà rispondere
dalla meccanica voce dall'operatrice di turno "Bene Esaurito".
Nick Cestaro
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STUDI ANTICHI

Il genio e l'attualità
di Leonardo Da Vinci in mostra alla Certosa di San Lorenzo
in Padula.
Esposizione organizzata dalla Biennale delle
Arti e delle Scienze del Mediterraneo.
PADULA- "Acqua continuum vitae. Il divenire Mediterraneo
nel racconto dell'arte e della scienza". Un viaggio nei
meandri tortuosi della pittura dove il divenire della materia
si fonde con l'essenza della vita. L'acqua è per Leonardo
il vitale umore di quest'arida terra. Profeta dell'automazione
ed artista dei marchingegni, Leonardo studia le interazioni
dell'acqua con gli altri elementi e le più diverse
applicazioni: dagli ingegni a vapore alla stufa per il bagno
della duchessa Isabella D'Aragona. Un capitolo prezioso delle
sue ricerche è dedicato all'ingegneria meccanica ed
idraulica. Leonardo progetta scavatrici galleggianti, salvagenti
ed imbarcazioni sommergibili, macchine volanti. Disegna più
volte per il suo riflettore, la lente d'acqua ingigantita
da Buontalenti. L'artista toscano sogna, inoltre, di attraversare
il Mediterraneo e di incontrare il "Giardino di Venere"
con le sue architetture d'acqua. La mostra allestita nella
Passeggiata Coperta della Certosa di San Lorenzo in Padula,
raccoglie alcuni studi del Mar Mediterraneo con il Nilo, uno
schizzo per un viaggio in Oriente, ingegni da "fare montare
acqua" e numerosi oggetti di design leonardesco conservati
a Vinci. Ad una compatta platea, proprio il Direttore del
Museo Ideale Leonardo Da Vinci Alessandro Vezzosi, ha riferito
della sperimentazione del "Giardino di Leonardo e dell'Utopia",
iniziata alcuni anni fa sui colli antistanti la piccola città
toscana di Vinci. Si tratta per gli studiosi confluiti nella
realizzazione del progetto, di materializzare il Labirinto
di Leonardo percorribile fra i girasoli, fiori che il genio
descrive in un rebus prima della scoperta dell'America. Leonardo,
multiforme personalità, esplora le dimensioni delle
civiltà e della natura. Parlando del Mediterraneo,
del Sito di Venere e dei diluvi in Oriente, il professor Alessandro
Vezzosi ha rivelato durante il convegno d'introduzione prima
del taglio del nastro, un'affascinante "chicca"
sulla biografia leonardesca. Un viaggio in Campania, forse
mai compiuto dall'artista toscano: "Leonardo progettò
un viaggio a Napoli con Luigi Ligny, conte di Lussemburgo.
Un'ipotesi rafforzata dalla riscoperta delle impronte del
genio, in una ricognizione in Campania". In Campania,
inoltre, fiorisce il mito della Gioconda. Monna Lisa il celebre
capolavoro, misteriosa donna, forse deceduta nella piccolissima
Lagonegro. Un'ipotesi di studio condotta sulle tracce di Leonardo
e della Gioconda, tra Salerno e Lagonegro. Il magico contenitore
della Certosa, propone studi sul moto perpetuo e la sua impossibilità
definita dall'autore in una sola parola: "sofistico".
Una carrellata di affascinanti disegni sullo studio dell'alchimia,
brevetti idraulici, capitoli diversi circa le regole della
pittura ed il modo di dipingere prospettive, ombre, lontananze,
bassezze. Ed ancora annotazioni del "moto et misura dell'acqua".
Manoscritti apocrifi che traducono con scrittura speculare
da destra verso sinistra, i tratti del sapere indagati dal
genio da Vinci. L'interesse per lo studio delle discipline
tecniche ed artistiche emerse dal carteggio dell'abate Vincenzo
Corazza, appassionato collezionista di manoscritti di Leonardo
ed attento studioso settecentesco delle sue teorie. Il percorso
espositivo si sviluppa attorno al tema dell'acqua e ai diluvi
leonardeschi. L' intreccio fra natura e scienza, che ha ispirato
autori contemporanei esposti in Padula fino al 5 novembre.
"Dalle vie d'acqua di Leonardo alla montagna", il
lavoro straordinario che Fabrizio Garghetti e Giulia degli
Alberti hanno realizzato sul tema dell'acqua. Foto a colori
che rappresentano scenari naturali della Sforzesca di Vigevano.
Ed ancora modelli delle sue invenzioni, provenienti dal Museo
Ideale di Vinci, piccole tecnologie arrivate dal Museo Nazionale
della Scienza e della Tecnologia di Milano, modelli di ponte
canale, mulino a cilindri multipli, barca a remi e bronzi.
In mostra una riproduzione della Gioconda con i baffi, esemplare
firmato dall'artista francese Duchamp. La seconda sezione
dell'esposizione accoglie, inoltre, un bellissimo acrilico
su tela di grandi dimensioni attestato dal protagonista della
Pop Art Andy Warhol ed ispirato al "Cenacolo" di
Leonardo. Non manca una riproduzione fotografica del 1967
di Man Ray, l'intreccio di "Mani" costruito con
tavole di legno grezzo sagomato eseguito da Mario Ceroli,
il "Mediterraneo" di legno di Antonio Baglivo, ed
il bizzarro utilizzo di materiali poveri, come carta e plastica
trasformati in affascinanti oggetti d'arte. Presente all'inaugurazione
Andrea Granchi, artista tematico inseguitore di giganti che
ha dialogato con l'idea del Colosso-Appennino del Giambologna
in un impasto di colori e visioni oniriche. A pochi chilometri
dal Battistero paleocristiano di Marcellianum, dove la natura
incantata sembra sussurrare: "Acqua continuum vitae",
la Biennale delle arti e delle scienze del Mediterraneo, ha
reso omaggio all'artista Leonardo Da Vinci. "Specchio
profondo e scuro dove angeli incantevoli e con dolce sorriso
carico di mistero si staccan dallo scuro fondo di ghiacci
e pini che chiudono il paesaggio", come riferiva Baudelaire
nel suo capolavoro poetico "I Fiori del Male", descrivendo
il genio dei geni.
Scritto di Maria Grazia Petrizzo
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