J. W. Goethe
"Riconquistare
l'eredità dei padri"
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... ho agito leggendo
ed ascoltando Goethe, che scrisse:
"I figli devono riconquistare ciò
che hanno ereditato dai padri se vogliono possederlo
veramente".
Io l'ho ereditato dai nonni, quindi mi tocca di scavare
più profondo per trovare notizie e valori che
più si addicono al possedimento e godimento di
questo bosco.
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Tutto ciò che poteva esistere e
funzionare su quest'area, evidenziati sia dai resti
di opere edili che da antiche mappe e scritti che ne
attestavano la proprietà alla Certosa di San
Lorenzo, finì forse con l'avvenimento catastrofico
seguente:
"Il torrente Fabbricato che lambe
le falde della collina di Padula a sud sud-est di Padula,
avendo da più anni minacciato di invadere il
territorio con significantissimi danni, finalmente ha
portato lo sterminio e la desolazione.
Mercoledì 27 ottobre del 1839, l'atmosfera pregna
oltremodo di vapori vescicolari proruppe in dirotta
pioggia, che dalla notte antecedente per tutto il mattino
sino alle due pomeridiane non instancarono mai. A quest'ora
un vento sciroccale incominciò a spirare con
veemenza in nugoli che imbottiti dei contrari venti
o per la ricorrenza dei circostanti monti si ammassarono
a segno che, precipitati al piano, sottoforma di densa
nebbia, avvolsero nel buio la tempestata natura, congiungendo
gli inferociti elementi. La folgore che di tratto in
tratto solcava per tutte le direzioni la massa vaporosa
la sciolse in orribile dirotta pioggia. Le acque in
un tratto penetrarono da per ogni dove e non vi fu casa
che non vi rimanesse inondata. Raccolte poscia nella
fiancheggiante sottoposta valle, si fecero strada e
la valle medesima si vide angusta per contenerne il
volume. Enormi macigni, quercie annose, galleggianti
nella piana cozzano tra loro e minacciano di ingoiare
piu edifici e farli crollare scotendoli dalle fondamenta.
Il ponte detto di Santa Domenica che apre la comunicazione
con un braccio dell'abitato di Padula, in breve tratto
rimane pressochè ostruito. (idem per il ponte
di cui ne resta ancora la spalla, sull'area da riconquistare)
. . . > di Padula vi porta lo squallore e la distruzione".
( da Archivio Storico di Salerno )
Con la dismissione e vendita del terreno
oggetto di tanta distruzione a sua volta distrutto perche
privo del canale che portava l'acqua al mulino ed irrigava
i pianeggianti terrazzi, creati con la costruzione di
enorme mura di antica fattura e privo del ponte che
lo collegava alla strada che dal paese portava alle
montagne ed alla vicina Valle dell'Agri, da parte del
giovane Stato Italiano alla famiglia Romano, prima,
che poi negli anni venti l'ha ceduto al mio trisnonno
Astorino Vincenzo, padre di mia nonna Antonietta, che
vide l'occasione giusta per inpiantarvi una "Pineta".
Da allora come testimoniano i certificati di nascita
dei Pini sono passati circa 90 anni, tante cose sono
successe in questo bosco che fino agli anni 60 era palestra
di gioco di mio padre con tutti i suoi coetanei che
non erano pochi.
Ma questa è la mia storia vera, recente, da ricordare
e raccontare:
Pochi anni or sono una domenica di agosto si sviluppo
un incendio in un terreno adiente il bosco, il contadino
che aveva appiccato il fuoco ad alcune streppaglie non
riuscì più controllare n'è a domare
le fiamme, ma riuscì a chiedere aiuto. Il vento
favorevole, il tempestivo intervento di una guardia
Forestale che insieme a me ed a mio padre con solo alcune
frasche riuscimmo a controllare l'incendio. Ma l'allarme
era stato dato, l'arrivo di mezzi e persone del servizio
antingendio fece allarmare tutta la popolazione della
parte alta del paese, il fumo che saliva dalla gola
del vallone fabbricato che ha pareti laterali con altezza
di più di 200 metri, aveva formato una nuvola
grandissima, ma per fortuna come nel detto era "Tutto
fumo e niente arrosto".
Le voci nei piccoli paesi camminano e quando arrivò
all'orecchio di mia nonna la notizia che un ragazzino
di solo 8 anni con i pantoloncini corti aveva contribuito
allo spegnimento del bosco che aveva impiantato suo
padre, dopo aver sgridato per un bel pò suo figlio,
disse il Bosco Fresco alla mia morte sarà di
Nicola il figlio di Raffaele. ( Storia vera di un bosco
)